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“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

anonimo arabo.


Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

Friedrich Nietzsche


Bisogna avere un caos dentro di sè, per generare una stella danzante.

Friedrich Nietzsche


SONO
la terra, i monti, i mari, il cielo e tutte le bellezze della natura che ti circondano,
l'aria che respiri
il sangue di chi è caduto nell'adempimento di un dovere o nel raggiungimento di un Ideale,
per permetterti di vivere libero,
la zolla che ricopre i tuoi Morti,
la Fede, l'amore, il vibrante entusiasmo dei tuoi avi,
la fatica, l'affanno, la gioia di chi studia e di chi produce con la mente e col braccio,
il dolore, il sudore e la struggente nostalgia degli emigranti,
la tua famiglia, la tua casa ed i tuoi affetti più cari,
la speranza, la vita dei tuoi figli
SONO LA TUA BANDIERA, L'ITALIA
LA TUA PATRIA
Ricordati di me, onorami, rispettami e difendimi
Ricordati che al di sopra di ogni ideologia avrai sempre
unico simbolo di concordia e di fratellanza, tra gli Italiani
Ricordati che finchè apparirò libera nelle tue strade tu sarai libero
Fammi sventolare alle tue finestre, mostra a tutti che tu sei ITALIANO.


10 novembre 2006

Ciao Massimo

Ci sono a volte persone che non hai mai conosciuto e che, una volte scomparse, rimpiangi con tutto te stesso di non averlo potuto fare prima.
Persone che ti toccano il cuore, ti accarezzano l'anima, scatenano in te sentimenti e emozioni di una potenza incredibile. Persone che, chissà perchè, sembrano accompagnarti da una vita.
Una di queste persone oggi compie gli anni. Lui, classe '58, ne avrebbe compiuti quarantotto . Avrebbe, abbiamo scritto, ma forse il tempo usato è sbagliato, dato che la grandezza dell'Uomo travalica i confini temporali.
Massimo Morsello è stato ragazzo ribelle, uomo politico, esule, cantautore. E' stato denigrato dai più, e apprezzato da una nicchia. Le sue canzoni, osteggiate dalla discografia ufficiale, sono state gli inni di una generazione inquieta. Che si è passata quelle cassette di mano in mano, quasi clandestinamente, come fossero un tesoro da conservare. Poi è stato sdoganato dalle etichette e aprrezzato a più ampio raggio. Fino agli inevitabili elogi postumi.
Per il sottoscritto quelle canzoni son state semplicemente poesie. Da sentire e risentire, per stupirsi ogni volta di più della grandezza di quei versi. Son state la colonna sonora di tanti momenti, bui e felici. Son state emozioni intense, forti, potenti.
Per questo, nel giorno del suo compleanno, mi sento di ricordare la memoria dell'Uomo e del prezioso patrimonio che ci ha lasciato. Per non dimenticarlo, convinto che, da lassù, continuerà a lanciare nel cielo i nostri canti assassini...
Grazie Massimo.




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7 novembre 2006

Storici all'attacco


Ho seguito alcuni minuti della trasmissione 8 e 1/2 su La7. C'era un acceso e vivace scambio di battute tra Bruno Vespa e lo storico Sergio Luzzatto. Vespa presentava il suo ultimo libro "La fatica spezzata", il suo annuale mattone letterario di attualità politica con un tuffo nel passato. Del libro si è parlato pochissimo; ben presto, la discussione si è spostata sul ruolo del giornalista oggi e sulla propensione di quest'ultimo a scrivere saggi storici. Pansa, e in secundis Vespa, ne sono i casi più emblematici.

Luzzatto era visibilmente incazzato: si lasci la Storia agli storici di professione, era il succo del suo discorso, e nel pronunciarlo si rivolgeva a Vespa con fare visibilmente infastidito. Presa di posizione corporativa o senso di competizione con l'illustre dirimpettaio? Entrambe, forse. Certo è che Luzzatto rifletteva un senso di di disagio piuttosto esteso nella categoria degli storici, ancora di più nell'ultimo periodo. I libri di Pansa, divenuti veri e propri best-seller, hanno scatenato la miccia: può un giornalista, seppur illustre e titolato come Pansa, scrivere un libro di taglio storico e vendere milioni di copie, registrando un gradimento di pubblico che mai aveva raggiunto gli storici di professione? La risposta è scontata, a dar retta ai numeri.Nel caso specifico, Pansa ha bucato con il suo libro infrangendo anche un altro tabù nostrano: ha rimesso in discussione la vulgata resistenziale,mostrandone la vera natura e i numerosi eccidi.

Alla lesa maestà di Luzzatto, Vespa ha risposto egregiamente: ha ricordato che il suo ruolo restava quello di cronista, ma ha rivendicato il diritto del giornalista ad inoltrarsi nel racconto di fatti storici, se suffragato da fonti e documentazione adeguata. In più, ha sferrato due colpi notevoli, sotto forma di domande, al suo interlocutore:
- sono attendibili quei libri di Storia che ai nostri ragazzi parlano di foibe come di ristretto fenomeno carsico?
- sono accettabili quei libri che dimenticano gli eccidi della Resistenza e la sanguinosa guerra civile protrattasi per anni?

A questi quesiti non abbiamo udito adeguate risposte, ma soltano brusio di sottofondo.




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11 settembre 2006

Chi li ascolta?

La politica non se ne occupa, per la società sono soprattutto un ingranaggio commerciale: dimentica i malesseri, comprati l'ultimo videofonino!
E intanto arrivano segnali preoccupanti:


SUICIDIO, PRIMA CAUSA DI MORTE TRA I GIOVANI
Rappresenta l'8% di tutti i decessi tra i 15 e i 25 anni. Secondo l'Oms il 40% dei ragazzi che non riesce fa un secondo tentativo
ROMA - Il suicidio è la prima causa di morte tra i giovani dai 15 ai 25 anni. E non si tratta di un problema che riguarda solo le società del nord Europa. Anche nel nostro Paese i dati sono allarmanti, visto che l'8% di tutti i decessi tra i ragazzi nella fascia di età 10-24 anni è determinato dalla scelta consapevole di togliersi la vita.
I dati sono stati sottolineati in occasione della Giornata Mondiale della prevenzione del suicidio, che si celebra l'11 settembre. Sul territorio italiano si registrano ogni anno 9 casi di suicidio ogni 100 mila abitanti tra i maschi (dati Iss-Istat aggiornati al 2001) e 2,6 tra le donne. Ciò significa che i suicidi nel nostro Paese sono circa 4 mila l'anno (3mila tra gli uomini e mille tra le donne), con tassi più alti tra gli over-65 (23 casi per 100mila abitanti).
(corriere.it)




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9 settembre 2006

Nuova rubrica: Un consiglio in 20 righe


Da oggi nonconforme ospita una nuova rubrica,che sopravviverà soltanto grazie all'impegno e al buoncuore dei naviganti (e del sottoscritto).
Un consiglio in 20 righe è uno spazio per inserire recensioni di libri, film, documentari o quant'altro vediamo/leggiamo quotidianamente. Tutti possono scrivere qui, non importa avere lo stile letterario di Umberto Eco o il curriculum di Feltri; tutti gli articoli verranno pubblicati sul blog. 
Unica condizione: che trattino argomenti di un certo spessore (politica, attualità, economia, storia, sociologia, ecc.). Insomma: non è interessante sapere il riassunto della puntata del Grande fratello o l'ultimo tronista della De Filippi.
Il titolo spiega l'intenzione della rubrica: io leggo un libro, lo apprezzo e decido di consigliartelo. In 20 righe ho abbastanza spazio per farti incuriosire e convincerti la mattina dopo, preso il cornetto e fumata la sigaretta, a passare in libreria.  Se le recensioni diventano numerose, si crea un archivio/database niente male.
E' un esperimento, se non funziona lo chiudiamo e pace all'anima sua.
Ora, al lavoro!




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9 settembre 2006

Perforatori di spazi, o poveri illusi.

Le opere lasciate a metà lasciano sempre un certo amaro in bocca; senti di aver perso un'occasione importante, una fonte di crescita, un percorso condiviso, un punto d'incontro/scontro.
E' per questo che, con le debite proporzioni, torno ad occuparmi di questo blog. Che con il tempo è diventato una mia creatura e, come tutti i mostri da laboratorio (virtuale), ha forse acquisito miei pregi e i miei difetti. Pochi i primi e tanti i secondi, ben inteso. Accade talvolta che i ritmi frenetici delle giornate ci fanno dimenticare i piccoli gesti quotidiani, le piccole abitudini che si ripetono e ci danno sincero piacere. Scrivere su un blog può essere una di quelle. Scrivere, ma anche imprecare, criticare, apprezzare, incitare. Insomma, i sentimenti che proviamo nella vita reale, ancora più intensamente.
nonconforme, nome di questo spazio, nell'accezione di chi scrive è espressione che esprime desiderio di apprendere e conoscere, mediante occhio critico e vigile; aperto al confronto ma poggiato su basi solide e radici resistenti.Si cercano, qui ma ancor più nella vita reale, spazi di aggregazione e costruzione, per non soccombere all'inerzia o alla passiva inattività. Per non essere risucchiati nel pensiero unico. Per gridare forse a un immaginario qualcuno: io ci sono. Not in my name, direbbero i pacifisti di tutte le latitudini. Tutto questo nella ferma convinzione di rifiutare il ghetto, comodo e rassicurante, nel quale si rinchiudono coloro che continuamente si specchiano e sussurrano: quanto sono bello, quanto sono diverso dagli altri. Odiosi. Fuggire dall'autoreferenzialità diventa un'imperativo morale e pratico per chi, nei pensieri e nelle azioni, aspira a diventare una fusione di slanci vitali, un'avanguardia.
Ma questa è un'altra storia, o forse no.
Qui, intanto, ricominciano le chiacchiere virtuali.
Buona serata.

Umberto Boccioni, La città che sale, 1910




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26 luglio 2006

ASSOCIAZIONE CULTURALE

Ho (abbiamo) bisogno di informazioni che riguardano la costituzione e gestione di una Associazione culturale: esperienze personali, informazioni e consigli su statuto, risvolti giuridici e economici, possibili contributi esterni (Regione o Comune),  sono bene accetti.
Insomma, chi passa su queste pagine e ha un contributo di qualsiasi tipo da offrire ( che riguardi uno di quei punti o tutti), lo faccia.
Stiamo studiando l'argomento e acquisendo informazioni, ma non si impara mai abbastanza.
Le idee, quelle portanti e aggreganti, sono invece già in fermentazione.






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20 luglio 2006

Petizione on-line

Riprendiamo le redini del blog.
Subito un avviso ai naviganti: firmate la petizione on-line per fermare la distruzione del Libano.
Già mi sembra di sentirvi sulle vostre poltrone: sì vabbè, ma non serve a niente!
Io vi rispondo: è una piccola goccia nel mare della sensibilità sociale, è poco, certo, ma oltre il poco c'è il nulla. Volete essere il nulla?


http://www.petitionspot.com/petitions/NoAggressioneIsraele




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14 luglio 2006

Una voce nel deserto

Qualche anima libera, tacciata subito di pazzia e irrealismo, sostiene da tempo l'inutilità e lo sbilanciamento di un organismo quale la Nato, la necessità di un'Europa forte e armata, di una Onu influente e non fittizia. In sostanza, di un'indipendenza reale delle politiche estere europee dalle direttive degli Stati Uniti d'America.
Ora, al banchetto sembra aggiungersi un altro pazzo.


ansa.it
FABIUS, ESERCITO FRANCO-TEDESCO
'Per affermare l'indipendenza dell'Europa dagli Usa'
ANSA) - PARIGI, 13 LUG - L'ex premier Laurent Fabius ha proposto 'agli amici tedeschi' la prospettiva di un esercito comune 'entro il 2015, un secolo dopo Verdun'. 'Gli interessi degli Usa - scrive il candidato all'investitura socialista per le presidenziali del 2007 sul quotidiano Liberation - li allontanano dall'Europa. L'indipendenza del Vecchio Continente deve essere affermata, ed e' giunto il momento di gettare le basi di un esercito europeo. Su questo e su altro il motore franco-tedesco dovra' dare l'impulso'.




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13 luglio 2006

2=52?

Riporto raramente sul blog notizie dei conflitti mediorientali, essendo una successione di eventi purtroppo ricorrenti. Noto soltanto la reazione di chi, in risposta al rapimento di due suoi soldati, uccide cinquantadue persone. Ottimo senso delle proporzioni.  E mentre Russia e Francia condannano Israele, l'America si concentra sui "terroristi contro la pace".  Ma quali? 

corriere.it
ISRAELE COLPISCE BEIRUT E L'AEROPORTO
BEIRUT - Israele, dopo la cattura di due suoi soldati da parte degli Hezbollah, ha esteso l’offensiva sul fronte libanese e ha chiuso i confini del paese bloccando il traffico aereo, marittimo e terrestre. Le navi bloccano i porti e un raid ha colpito l’aeroporto internazionale di Beirut. I bombardamenti nel sud paese per il secondo giorno consecutivo, secondo fonti ufficiali del governo libanese, hanno fatto 52 vittime, tra cui numerosi bambini. Nel villaggio di Dweir, un'intera famiglia di 12 persone è rimasta uccisa sotto le macerie della propria abitazione. Inoltre sono stati uccisi due soldati libanesi, secondo la tv Al Arabiya. Tra le vittime ci sarebbero anche due cittadini kuwaitiani, colpiti dai raid aerei israeliani a sud di Beirut. Una ventina di ponti sono stati distrutti in vari punti del Paese. Gli ultimi sono stati due vicino a Sidone. Un militante di Hezbollah, avevano riferito altre fonti, è stato ucciso durante il raid aereo di Baalbek, contro impianti della tv Al Manar.




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13 luglio 2006

Giustizia sì, ma a modo nostro !

L'innata tendenza della politica italiana a insabbiare e mischiare le carte si sposta anche sul calcio. Stavolta è Berlusconi, che solo un mese fa minacciava fuoco e fiamma per gli scudetti "rubati", ad auspicare un finale alla volemose bene.

corriere.it
BERLUSCONI:«LA SERIE A PARTA COSì COM'E'»
«
ROMA - No a processi lampo per Calciopoli. Per arrivare alle sentenze ci vuole tempo, bisogna verificare bene «se ci sono fatti concreti, risentire le telefonate, i testimoni...». Silvio Berlusconi boccia su tutta la linea il processo al sistema che avrebbe condizionato il mondo del calcio e chiede tempo. Ma bisogna stabilire il calendario del prossimo campionato, gli fanno notare i giornalisti. E lui propone una sorta di «moratoria». «Ora, in attesa di chiarimenti definitivi - risponde - potremmo far partire il prossimo campionato così com'e e poi vedere l'esito dei processi».
«Non parlo solo del Milan, che in più è stato vittima del sistema, ma di tutti i tifosi della Juventus, della Fiorentina e della Lazio che mi scrivono», aggiunge l'ex premier. «Noi tutti non accetteremmo sanzioni ai tifosi, alle squadre, quando da punire sono i singoli che hanno sbagliato».




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12 luglio 2006

Organi genitali, e remissività

«DOVREBBERO CASTRARE MATERAZZI»
«Non provo altro che disprezzo per Materazzi e se le cose che ha detto sono vere, allora voglio i suoi genitali su un piatto». Così in un'intervista al quotidiano inglese "The Mirror" Malika Zidane, mamma di Zinedine.
La donna ha detto di volere la castrazione di Marco Materazzi per averla definita una «prostituta terrorista» nello scambio di parole cui poi è seguita la testata del capitano francese all'azzurro. «Sono totalmente disgustata da ciò che ho sentito - si legge sul quotidiano inglese - prego mio figlio di difendere l'onore della famiglia.
(corriere.it)



La mamma di Zidane vorrebbe la castrazione di Materazzi. Per la precisione, vuole i suoi genitali sul piatto. William Gallas, difensore francese, è meno esigente: vorrebbe solo picchiarlo. Qualche giorno fa il settimanale tedesco Der Spiegel aveva benevolmente etichettato gli italiani come  “parassiti, mammoni, viscidi, perennemente stanchi” . Era solo satira, aveva rettificato in seguito.

Se il calcio è una metafora (seppur frivola e gioiosa) della società, questi mondiali ci hanno consegnato un corollario di attegiamenti e insulti anti-italiani della peggior specie. Sembrava una gara a chi la sparava più grossa e tutto ciò nel silenzio assoluto delle nostre isituzioni, sportive e non. C'è anche chi si è superato: Francesco Cossiga, che negli anni '70 si era soliti scrivere con la k, ha chiesto scusa al premier Chirac, dimostrando una reattiva propensione all'inginocchiamento, di cui ci sfugge la necessità. A meno che Cossiga sia esperto di lettura labiale, e abbia visto prima di noi quel "terrorista" sulle labbra di Materazzi.

Questa Italia che tace o chiede scusa, mentre da altre parti avrebbero immediatamente convocato nostri ambasciatori per chiedere spiegazioni, è la stessa che, politica interna o estera che sia, teme sempre di "incrinare i rapporti con Washington". E' diplomatica e politically correct fino all'inverosimile, sempre timida e pronta all'autoflagellazione. Rappresentata da una classe politica senza spina dorsale e, nello specifico, da un ministro dell'Interno che per due spruzzi di bomboletta spray si vergona di essere italiano. Da restar basiti.

Franciso De Goya - Uomo inginocchiato




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11 luglio 2006

Fieri di essere italiani

Il sentimento è forte e esteso al resto dell'anno, sia ben chiaro. Ma la goduria sale nell'udire fastidi vetero-sessantottini verso il tricolore e apologie internazionalistiche atte a disconoscere la Patria.

Come sempre, fieri di essere Italiani !






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8 luglio 2006

Contrordine, compagni !

L'ascesa di Bertinotti alla presidenza della Camera sembrava aver relegato il partito a comoda sponda di Prodi, Draghi e Padoa Schioppa: non una parola sulla politica economica, un timido sostegno alle battaglie dei sindacati e un'occhio strizzato a Confindustria.
Ora, con un manovra da 35 miliardi che taglia sanità e pensioni, Rifondazione Comunista esce finalmente dal letargo: la credevamo confluita in Goldman Sachs !



corriere.it
Dpef, il dissenso di Rifondazione: "Necessario percorso di consenso"
ROMA - Si comincia con Paolo Ferrero, il ministro della Solidarietà sociale, che non partecipa al voto in Consiglio dei ministri perché il testo del Dpef approvato oggi, dice, "non garantisce che l'azione di risanamento non si traduca in un taglio della spesa sociale su settori importanti, a partire dalla sanità e le pensioni". Poi, i colleghi di partito insistono e precisano. La manovra varata dal governo non soddisfa Rifondazione comunista, un dissenso che riguarda in particolare alcuni capitoli e il timore che il risanamento pesi su spesa sociale, pensioni e sanità. Per questo, spiega il segretario del partito, Franco Giordano, "ci siamo astenuti", atteggiamento che esprime non solo il dissenso ma anche "l'impegno a continuare la discussione per migliorare la manovra".

L'astensione è "un modo per tenere aperta la porta del dialogo col governo", ribadisce il capogruppo di Rifondazione alla Camera, Gennaro Migliore. Che fa notare che non c'è "rottura", come sarebbe stato con un voto contrario. E ricorda che "non siamo gli unici a voler difendere gli strati sociali più colpiti in questi anni, anche i sindacati hanno molte perplessità, e vanno affrontate in modo chiaro e costruttivo da tutta l'Unione".

A invocare il confronto è anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, Alfonso Gianni, secondo il quale "il pensiero del ministro Padoa Schioppa non è il pensiero unico, ci sono altri punti di vista, ma la discussione nella maggioranza non c'è stata, e oggi abbiamo mandato un segnale sulla necessità di aprire un confronto sulle prospettive di fondo delle politiche economiche e finanziarie".




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6 luglio 2006

Pubblicità regresso

La Nuova Zelanda critica il nuovo spot della Fiat, che storpia la celebre danza Haka dei Maori. La motivazione, "utilizzo culturalmente insensibile e inappropriato", è un sussulto di Tradizione.

corriere.it
L'haka delle mamme fa arrabbiare i Maori
MILANO- «Culturalmente insensibili». Il nuovo spot della Fiat Idea, dove si vede un gruppo di mamme agguerrite che si esibiscono nella danza Haka dei Maori, rischia di diventare un caso diplomatico. «L'utilizzo del Ka Mate (il tipo di haka reso famoso dagli All Blacks, ndr) in questo contesto è culturalmente insensibile e inappropriato» ha detto laconico il portavoce del ministero degli Affari esteri della Nuova Zelanda. L'haka non è una cosa per signorine, ha rincarato la dose l'artista Derek Lardelli, inventore del nuovo tipo di danza Kapo O Pango, che a suo tempo era stato consultato dall'agenzia perché ideasse un haka adatto allo spot. Per tutta risposta il creativo neozelandese aveva detto che non avrebbe messo la propria firma su una versione adulterata del Ka Mate. Il filmato è stato visto (e commentato) anche da Garry Nicholas, direttore generale del Te Toi Aotearoa, ente che protegge la cultura maori. «Questo non è haka, ma è qualcosa che si basa sull'haka» ha detto Nicholas, criticando l'«abitudine imperialistica» degli italiani che «ci vedono come una popolazione tribale».

Lo spot, messo a punto dall'agenzia di Leo Burnett per la casa torinese, rappresenta un gruppo di donne che esegue passi haka davanti a una Fiat Idea; sullo sfondo rumori che ricordano quelli di un campo da rugby prima dell'inizio di una partita.




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4 luglio 2006

La liberalizzazione unisce la coalizione



Il governo Prodi, diviso su tutto, ha trovato uno slancio di unità su una riforma di liberalizzazione a tappeto, il cosiddetto pacchetto Bersani. Premesso che non sono un sostenitore della liberalizzazione e che si può considerare il mercato attuale libero solo se non se ne conoscono le regole, vedo in questo provvedimento ombre e qualche spiraglio di luce.

Non mi convincono gli interventi sugli ordini professionali: vengono abolite le tariffe obbligatorie fisse o minime, le parcelle diventano negoziabili tra le parti, vengono ammesse le pubblicità sui servizi e la costituzione di società di tipo interdisciplinare. Il rischio di svalutare la professione, con un gioco al ribasso che premierebbe la qualità scadente, è alto. Analoghi pericoli per i tassisti: per aumentare il numero di taxi a disposizione, il tassista in possesso di una licenza può comprarne più d'una e metterle a disposizione al figlio o a un dipendente. Dubito che con più taxi a spartirsi le corse, le tariffe diminuiranno. Si interviene anche sui commercianti, eliminando la distanza minima tra un esercizio e l'altro per la concessione dell'autorizzazione all'attività.

Vedo favorevolmente gli interventi sulle compravendite delle auto: acquistare un'auto, un motorino o una barca usata costerà di meno, non essendo più obbligatorio il passaggio presso un notaio. L'operazione avverrà presso i Comuni. Sono convinto della necessità di uno Stato leggero a livello amminstrativo-burocratico, che, sull'esempio di alcuni Stati europei, non appesantisca i cittadini con tasse su passaggi di proprietà e successioni, e le riforme varate vanno in quel senso.
Interventi sono fatti anche sulle assicurazioni, con la possibilità per gli agenti di lavorare per più di una compagnia, e sulle banche, che devono comunicare per scritto al cliente, con almeno 30 giorni di preavviso, ogni modifica di tassi e costi del conto corrente. Il cliente può inoltre recedere dal contratto senza spese di chiusura.

Resta la totale mancanza di dialogo con le parti sociali e il criterio discutibile con cui  è iniziato il festival della liberalizzazione: le classi sociali medie. La sinistra liberal-riformista continua a colpire i piccoli privati, accusandoli di detenere chissà quali privilegi, mentre strizza l'occhio ai grandi gruppi monopolistici e alle cooperative. Atteggiamento che di certo non stupisce, se si considera che son stati proprio le lobby industriali, i grandi mezzi di comunicazione e l'alta finanza a sposare trasversalmente il nuovo governo Prodi.

 




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1 luglio 2006

Forza Gianluca !

Per quello che conta, voglio esprimere la mia vicinanza affettiva a Gianluca Pessotto, augurandomi che si rimetta presto. Mi sembra uno di quei rari casi in cui l'appellativo bravo ragazzo, rispolverato qualunquisticamente per occasioni del genere, si addica all'uomo e gli renda onore. Essere apostrofato come un bravo ragazzo, in quel mondo, non è da tutti e dovrebbe essere motivo di vanto.

Mi veniva in mente, leggendo i resoconti dei giornali sul caso in questione, un associazione di idee con il caso di Vittorio Emanuele di Savoia e affini; assistemmo, giorni fa, a una levata di scudi trasversale da parte di alcuni media, della classe politica e di una intellighentia varia, tutti indignati dalla ridda di intercettazioni pubblicate che avrebbero violato l'intimo della persone coinvolte.
Ebbene..nel caso di Pessotto, che ,è bene ricordarlo, ha compiuto un gesto del tutto personale, estremo e intimo, si è scavato nel privato della persona con insinuazioni pesanti che coinvolgevano anche la moglie e il rapporto matrimoniale o presunte malattie gravi del calciatore. Tutto di pessimo gusto. Però non ho udito una voce fuori dal coro che denunciasse il malcostume. Forse perchè Pessotto è un pesce piccolo del Sistema e, suvvia, che si affondi pure nel suo privato..





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29 giugno 2006

Chiudere Guantanamo (seconda puntata)

I tribunali speciali per i detenuti di Guantanamo sono illegittimi e violano la convenzione di Ginevra, ha stabilito la Corte Suprema.
Guantanamo ha una curiosa peculiarità: i "sospettati" di terrorismo internazionale sono detenuti senza un legittimo processo.


ansa.it
GUANTANAMO: CORTE SUPREMA USA DA' TORTO A BUSH
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato le scelte del presidente George W.Bush sui tribunali militari speciali per i detenuti di Guantanamo. La decisione della Corte, resa pubblica proprio alla vigilia della consueta pausa estiva di tre mesi, tratta del caso piu' atteso di tutto l'anno giudiziario Usa e destituisce di legittimita' i tribunali speciali istituiti dall'amministrazione Bush a Guantanamo.
I giudici si sono espressi con un voto di 5-3 sul caso dello yemenita Salim Ahmed Hamdan, un detenuto di Guantanamo che è stato l'autista di Osama bin Laden e ha sfidato la legittimità delle 'Commissioni militari' create dall'amministrazione Bush. Il presidente della Corte, John Roberts, non ha votato perché si era già pronunciato in precedenza. La Corte ha ordinato di rinviare il caso Hamdan a una Corte d'appello federale.

Nel decidere l'istituzione di una giustizia militare speciale per i detenuti di Guantanamo, l'amministrazione Bush ha violato la Convenzione di Ginevra. E' una delle indicazioni che emergono dalla sentenza del massimo organo giudiziario americano sul caso Hamdan, che obbliga ora Casa Bianca e Pentagono a ripensare l'intera procedura, ritenendola illegittima. Le motivazioni della sentenza sono state scritte dal giudice John Paul Stevens, il più 'liberal' tra i membri della Corte.




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28 giugno 2006

Riabilitazioni postume

Tutto molto prevedibile: l'accusato che dopo due mesi di silenzio diventa accusatore, sceglie una trasmissione famosa per un one-man-show quasi senza contraddittorio e, come da copione, si commuove parlando della famiglia "distrutta". Le lacrime di coccodrillo addolciranno l'opinione pubblica, speriamo non la giustizia...

corriere.it
ROMA - Luciano Moggi ha deciso di rompere il silenzio e ha scelto Ballarò su Rai Tre per parlare: «Per due mesi sono stato mortificato da tutti, incolpato prima di essere giudicato. Sono stato crocifisso. Hanno distrutto la mia famiglia - ha detto Moggi trattenendo le lacrime - dove c'era la gioia di vivere , ora c'e dolore. Sono qui per rispetto della mia famiglia, della Juve e dei milioni di tifosi che gioivano della forza della squadra. Non sono venuto a difendermi, ma la cattiveria di questo periodo ha dell'incredibile ed ha distrutto la mia famiglia».

Poi i riferimenti allo scandalo e al suo ruolo: «Non sono un angelo, ero in un ambiente di diavoli e per stare con il diavolo bisogna stare al loro livello. Parlo di diavoli in senso generale, non mi riferisco al Milan». Moggi spiega anche perché ha ritenuto di non dover comparire da Borrelli. «Non è una mancanza di rispetto nei confronti della Figc e di Borrelli, non ritenevo plausibile fare l'interrogatorio anche perché Giraudo ha detto le cose che avrei detto io». Infine l'amarezza:«In queste settimane sono state messe in piedi persino delle rubriche, dipingendomi come il colpevole prima ancora del processo».
 «Carraro contro la Juve? Non è un timore, ma una certezza». Luciano Moggi nella sua lunga autodifesa punta pesantemente il dito contro l'ex presidente della Figc. «Abbiamo capito che qualcosa non funzionava - prosegue -. Avevamo scoperto che Carraro aveva detto di aiutare i club che portavano i voti. Questo abbiamo messo in atto, non per avere favori, ma per evitare degli svantaggi».




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26 giugno 2006

Un Ministro colabrodo

Nella giornata internazionale contro la droga, il ministro della Salute Livia Turco annuncia le sue soluzioni al problema:

«Alzerò il limite massimo di cannabis»
ROMA - I quantitativi massimi di cannabis che una persona potrà portare con sé senza incorrere nello spaccio saranno ridefiniti. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Livia Turco. In occasione della Giornata internazionale contro la droga, l'esponente del governo ha inviato un messaggio al ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero: «È mia intenzione elevare, con atto amministrativo, il quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio e in provvedimenti punitivi fino all'arresto e al carcere».

«Per quanto riguarda invece l'attuale legge "Fini-Giovanardi" - spiega la Turco - fermo restando che è indispensabile un nuovo intervento per modificare radicalmente alcune previsioni di quella legge, in particolare quelle che equiparano, ai fini delle conseguenze sanzionatorie, il possesso e l'uso di cannabis al possesso e all’uso di droghe "pesanti", ritengo che alcuni interventi correttivi possano essere operati subito sul piano amministrativo, anche prima della modifica della legge.
(corriere.it)




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26 giugno 2006

Importeremo anche questa?

Il tabloid inglese The Sun lancia una classifica destinata a far scuola; è iniziata una folle gara contro il tempo per accantonare la gravidanza e tornare in forma. Tutte pronte per la prossima copertina.

In forma dopo il parto, vince Geri Halliwell
LONDRA - Ritornare al peso forma, dopo una gravidanza, è cosa molto difficile. Ma come si sa, per le dive dello spettacolo il tempo è denaro e ancor di più la forma perfetta. Il famoso tabloid inglese The Sun ha presentato una sorta di classifica delle dive dello show-business più famose che sono riuscite a ritrovare dopo pochi giorni dal parto la perfetta forma.
Al primo posto c'è l'ex Spice Girl Geri Halliwell, che pochi giorni dopo il parto si rammaricava di non poter indossare vestiti di una taglia inferiore alla 40. Ma dopo appena quattro settimane aver dato alla luce la sua primogenita Bluebell, l'ex pop star è stata vista reindossare la sua striminzita taglia 34 e riacquistare la sua linea più che perfetta. Geri ha raccontato di aver seguito una dieta semplice, basata su un basso numero di carboidrati, un gran numero di proteine e di aver intrapreso un programma di esercizi fisici subito dopo il parto.
Al secondo posto della speciale classifica si posiziona la famosa cantante americana Gwen Stefani, vocalist dei No Doubt, che a maggio, appena una settimana dopo il parto cesareo dal quale è nato il figlio Kingston, è stata vista fare jogging in Central Park a New York. Di solito i dottori raccomandano di aspettare almeno sei settimane prima di tornare a fare una vita normale, ma dopo un mese la cantante era pronta per tornare sul palco. Al terzo posto si ferma l'attrice Gwyneth Paltrow, che dopo aver dato luce ad aprile il suo secondogenito Moses, ha seguito una speciale dieta indiana sottoponendosi a cure ed esercizi guidata da un luminare inglese, Gowri Motha, definito «il guru del parto» che in poche settimane le ha fatto riacquistare le sue celebri forme.

Una frenesia, quella di voler tornare in perfetta forma prima possibile, che molti dottori consigliano di non seguire, affermando che bisogna fare molta attenzione alle diete post-parto. Anche l'esperta di fitness Liz Stuart condanna questa nuova moda tra le star: «Il corpo ha bisogno di energia per ritrovare il peso giusto dopo il parto. Nelle settimane successive è davvero facile ingrassare e gli esercizi potrebbero causare danni alla salute».




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